Quello che a me viene difficile accettare di un blog, è la limitazione delle proprie reazioni. Cerco di spiegarmi meglio. Colui che decide di creare un blog, lo fa per miliardi di motivi, infatti sostanzialmente ogni blog ha un tema sul quale poi fondarne il "carattere" e al contempo esprimere qualcosa di colui che sta dietro le quinte..
Ogni post pubblicato è una tematica proposta sulla quale ognuno può dire la sua, commentare, essere in disaccordo o polemizzare, un post diventa così una sorta di piazzetta ove incontrarsi e parlare di questioni più o meno leggere, ma non si può pretendere che mai nessuno entri in conflitto con altri commentatori, scambiandosi frecciate ora pesanti ora meno. Aprire un blog, proporre una tematica tramite un post sono azioni che implicano anche e soprattutto da parte del proprietario, l'accettazione della diversità che ogni singola persona porta con se, oltre che il considerare la possibilità che alcuni blogger possano entrare in conflitto tra loro per fesserie o per ideologie ben più complesse.
Mi sono trovato diverse volte nella situazione sopra descritta, ossia quella che mi vede polemico nei confronti di questo o quel blogger, o di questo o quel commento, cosa che io reputo costruttiva nel caso in cui non si adotti da entrambe le parti, un inutile turpiloquio, anche perchè con le parolacce non si può ben esprimere tutto ciò che si pensa di quella persona... molto meglio affidarsi a parole civili ... ironiche e a volte sarcastiche... certo si corre il rischio di "bruciarsi" per l'abilità della controparte...ma questo fa parte del gioco, si vince e si perde... in ogni caso lo credo IN ASSENZA DI VOLGARITA' una cosa estremamente costruttiva e democratica. In tutti i casi, per trovarsi in una situazione di questo genere, bisogna essere stati provocati o comunque aver inteso le parole nel loro senso più negativo... certo spesso scrivere non è come parlare "vis a vis" perchè mancano le espressioni, gli atteggiamenti, gli sguardi e tutto quello che completa una discussione anche animata, fatta personalmente.
Quando capita, credo che l'atteggiamento più corretto da seguire come "padrone di casa" sia quello di moderare le "liti" senza però limitare quelle che possono essere le libertà di espressione... RIPETO NON VOLGARI, di coloro i quali hanno da ridire tra di loro, provare a risolvere il contenzioso, ma non "censurare" in certo qual modo nè l'una nè l'altra parte, solo perchè uno è più "forte" dell'altro... dico ognuno nella sua intelligenza e consapevole dei propri limiti e della propria età, è libero di contunuare o lasciar perdere la discussione, ma non trovo corretto che un blogger abbia comportamenti punitivi nei confronti di altri commentatori... Ciunque abbia commentato da me, e (anche di recente...) si sia trovato in disaccordo con me, ha avuto la possibilità, e continuerà sempre ad averla, di esprimersi in modo ironico o sarcastico, senza che mai io ne abbia limitato l'accesso o abbia provveduto a "punire" le sue idee... posso aver deciso di non rispondere, o di essere pesantemente ironico, ma mai ho invitato nessuno a non venire sul mio blog... a non continuare una discussione... Coloro i quali non hanno più il loro link sul mio blog (solo due blogger..) sono blogger che hanno espresso il loro parere favorevole a non venirmi più a leggere, oppure sono io che sul loro blog non ho trovato il mio link a seguito di una discussione animata... ma mai ho deciso solo perchè polemici, di escludere nessuno dal mio blog...
Credo che i blogger siano persone intelligentemente attivi, anche se poi i caratteri sono diversi e ce ne si rende conto come si dice... in corso d'opera, e proprio per questo l'ironia anche pesante, basta che non sia volgare, va lasciata libera di esprimersi come meglio si possa esserne capaci... del resto la polemica può essere anche una fonte di soddisfazione, spesso, se se ne capisce il significato... ma spesso non è così, spesso ci si ferma all'apparenza di una lite o di una discussione animata...
Si può concepire un blog come un mezzo per potersi "divertire" virtualmente, dove poter passare del tempo, e non c'è nulla di male in questo, ma certo non si può escludere che differenti reazioni possano uscire allo scoperto nè si può impedire la normale evoluzione di una discussione... perchè credo che verrebbe meno proprio la natura stessa del concetto di "blog" ... mi piacerebbe sapere come la pensate...
Visualizzazione post con etichetta libertà di parola. Mostra tutti i post
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mercoledì 7 maggio 2008
domenica 28 ottobre 2007
I blog fanno paura.....
Non sono mai stato davvero dipendente dal mio blog, poi per ora che di tempo ne ho veramente molto poco, non saprei proprio come poter esserlo... Tuttavia quando mesi or sono mi imbarcai in questa avventura che solo dopo avrei additato come utilissima e necessaria, lo feci perchè intuii l'importanza che un blog ha a prescindere da fatto che esso riscuota un grande successo o meno.Quello che è davvero straordinario di un blog è la possibilità di poter gestire la propria libertà di parola ed espressione in piena autonomia, senza cioè, dover chiedere niente a nessuno o dover far timbrare alcun documento a nessun funzionario, come invece accade giornalmente in questa povera nazione anche per comprare un uovo che non abbia particolari requisiti..... ecc.ecc. meglio se pagando inutili oboli vari.
Bene, dopo la "rivolta" Grillo, il significato del blog ha assunto importanza planetaria, è divenuto talmente importante e pericoloso che uno fra i godibilissimi esseri che affollano quel paese dei balocchi chiamato Parlamento, ha pensato bene di limitarne il potere distruttivo emanando un DDL che avrebbe imposto senza alcun appello, la registrazione obbligatoria al ROC dietro pagamento di una tassa e sotto la giurisdizione di un giornalista che avrebbe assunto le mansioni di "editore" al quale poi evidentemente addossare colpe varie e responsabilità di tutto ciò che veniva pubblicato sullo spazio web personale.... bella trovata, davvero !!! Complimenti !!
Mai nessuno aveva ancora avuto il potere di portare indietro le lancette della libertà a cento anni fa così come avrebbe fatto il protagonista di questa OTTIMA proposta se il DDL fosse stato preso in considerazione e approvato.
Abbiamo rischiato di fare un balzo indietro senza paragoni, di vedere la nostra libertà di parola sancita dalla nostra costituzione, talmente compromessa che riportare tutto all'ordine sarebbe stata davvero una grande impresa, senza contare che il paragone con la ex Germania dell'est o con paesi di tipo dittatoriale, sarebbe stato addirittura scontato; senza considerare poi, che in una Europa quasi all'avanguardia, gli italianucoli sarebbero stati proprio le pecore nere della situazione....
Fortunatamente, notizia di qualche giorno fa, grazie ad una proposta di Levi sottosegretario alla presidenza del consiglio, i blog di stampo personale sono stati esclusi dal DDL, ossia non avranno l'obbligo della registrazione al ROC, rendendo giustizia almeno per ora, al fondamento della buona democrazia: la libertà.Abbiamo comunque, rischiato grosso, sarebbe andata a finire come nei passati regimi comunisti o peggio come in Birmania, con un rischio di rivoluzioni altissimo, che sarebbero poi in un modo o nell'altro sfociati in repressioni.
La verità è anche che attualmente nessuno di noi si sente davvero libero di esprimere le proprie opinioni che anche se diffamanti, sarebbero comunque espressione di concetti estremamente personali e in quanto tali da rispettare; non siamo liberi di parlare se non senza rischiare feroci controlli o addirittura la galera, il tutto per non ledere in alcun modo le malefatte di .... persone potenti che decidono per il paese senza considerare le reali esigenze dei cittadini....
NON SAREBBE STATO GIUSTO !!!!
Anche questa è l'ennesima pagliacciata di una Italia che ... è meglio perdere che viverci....
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domenica 23 settembre 2007
Non contro di loro, ma per la libertà di opinione.
Prendo spunto da un articolo apparso sulla Repubblica del 23.09.2007 relativo al comportamento etico dettato dalla cosiddetta “Carta di Roma” secondo cui i giornalisti sono obbligati, dopo l’errore commesso in occasione della strage di Erba, a presentare gli immigrati e/o clandestini,i rifugiati politici non come pericolosi, o comunque non demonizzarli a prescindere da quello che hanno commesso e comunque a non etichettarli come “Clandestini”, anche se lo sono.
Trovo il tutto davvero scandaloso.
A partire dagli anni '80 e cioè da quando il fenomeno "immigrati" ha preso corposamente piede in Italia, abbiamo assistito a pietismi sempre più crescenti nei confronti di questa gente, che ha portato la nostra società a discriminare piuttosto noi italiani al posto di costoro che sempre più spesso stanno occupando i nostri territori fino al punto di precluderci determinate zone delle NOSTRE città, entro le quali gli italiani non possono entrare, pena bastonate o brutti quarti d'ora, talvolta anche la vita stessa.
Le organizzazioni terroristiche che attivamente si prodigano nel mondo per islamizzare tutto il pianeta, sono composte al 90% da "innocenti" e semplici "lavoratori" entrati clandestinamente nel nostro paese, e che insospettabilmente fanno parte di associazioni islamiche apparentemente prive i reali intenzioni negative, come le moschee, ma che si rivelano poi vere e proprie bombe ad orologeria che risultano complicate da sgominare. Nel frattempo, in attesa di una chiamata, donne, uomini e adesso anche bambini, vivono, "lavorano" occupano posti sociali mai esistiti come ad esempio i lavavetri, (chi ha bisogno di un lavavetri oggi?) indisturbati, permettendosi di sbeffeggiarci, mandarci a quel paese, offenderci, e spesso violentarci, in ogni momento delle nostre caotiche giornate, nelle nostre "tranquille" serate di relax, e spesso anche dentro le nostre dimore, non più sicure.
Oggi si può morire per mano di un immigrato nel modo più veloce e drammatico, possiamo essere aggrediti negli ascensori in qualsiasi momento e i nostri figli possono senza difficoltà, essere terrorizzati da bande di baby gangs straniere, che monopolizzano i nostri territori a discapito dei nostri onesti sacrifici. Al contrario, invece, quando siamo costretti a difenderci o reagiamo a violenze di varia natura, molto spesso siamo tacciati di razzismo, intolleranza, xenofobia. Cosa possiamo fare, allora, se lo stato non tutela i suoi figli a favore dei suoi parassiti?
Perchè, dunque, non mettere in guardia i cittadini da tutto questo, con articoli o commenti giornalistici che tuttavia non fanno male a nessuno, ma che anzi pongono l’accento sulla possibile pericolosità dei clandestini? Perchè demonizzare la paura verso questa gente, obbligandoci ad aver pietà e fiducia di persone che non hanno nulla da perdere e che da un momento all'altro potrebbero rivelarsi veri terroristi non solo appartenenti ad Al qaeda, ma anche a semplici organizzazioni malavitose infiltrate nei nostri tessuti sociali. Perchè confondere semplici avvertimenti con la xenofobia, del resto se mi permettete, anche giustificata visto quello che oggi si sente.
Attenzione però, non dico che tra gli italiani non ci siano criminali, certo che no, ma dico anche che se erroneamente è stato demonizzato il marocchino marito e padre delle vittime di Erba, che si chieda scusa a lui, come è anche ampiamente stato fatto anche con risarcimento di 1 milione di euro…. e finiamola quì, ma proibire ai giornalisti di etichettare gli immigrati (dove per immigrati si intendono tutti coloro i quali entrano nel nostro paese per vari motivi e sotto diverse tipologie sociali, quindi anche i rifugiati politici e via dicendo) come clandestini o di pubblicare articoli discreditanti nei confronti di coloro che si macchiano di reati piccoli o grandi, mi sembra davvero SCANDALOSO. I cittadini devono sapere e avere la possibilità di poter decidere autonomamente di chi diffidare, anche con l'aiuto di articoli giornalistici pesanti e/o di parte, senza che per questo debbano essere scambiati per xenofobi. Questa è la tanto declamata libertà di parola democraticamente divulgata dalla nostra costituzione, e non vedo dunque il motivo di precluderla con editti simili.
Porto un ultimo esempio.... già da parecchi anni a Palermo le tabelle delle vie del centro storico sono scritte in italiano e in arabo, come se in Marocco o generalmente nei paesi arabi, venga fatto lo stesso in italiano per le vie dei loro paesi. E' tutto semplicemente assurdo, e non è soltanto una questione culturale; credo che il problema stia diventando politico, perchè in previsione di una massiccia integrazione sociale di questi individui, i comuni e i politici in generale stanno premeditando di concedere il diritto di voto agli extracomunitari regolarmente registrati in Italia, aumentando di fatto le possibilità di riscontro positivo durante le votazioni che un numero massiccio di immigrati potrebbe fornire, il tutto a discapito delle nostre sicurezze.
Certo, non tutti gli immigrati sono pericolosi, ovvio che no, ma chi può dire chi lo è e chi no fino a quando il problema non si presenta?
Non trovo ad esempio, giusto modificare le nostre tradizioni religiose, le nostre abitudini, le nostre società, nel rispetto di ospiti spesso irriconoscenti che si sentono "offesi" da un semplice simbolo religioso come lo può essere una croce appesa al muro che di conseguenza viene spesso occultata da sindaci o addetti poco sensibili, anche se appartiene alle nostre tradizioni di popolo cattolico.
Trattare bene giornalisticamente queste persone, determinerà uno stato di fatto come in Norvegia dove per delle vignette si viene condannati a morte, dove per poter esercitare la libertà di parola, si deve mettere in conto di poter essere ammazzati dagli islamici.
Tutto questo non è giusto, e dobbiamo evitarlo finchè siamo in tempo o saremo, nel giro di meno di un ventennio, costretti a dover fare indossare alle nostre donne un velo che di normale ha ben poco ma che di assurdo ha veramente tutto almeno per la nostra cultura.
Si è snobbata la grande Oriana Fallaci, ma credo che le conseguenze di questo snobbamento le vedremo tra pochi anni....
Non intendo avere consensi, solo sapere come la pensate voi.
Trovo il tutto davvero scandaloso.
A partire dagli anni '80 e cioè da quando il fenomeno "immigrati" ha preso corposamente piede in Italia, abbiamo assistito a pietismi sempre più crescenti nei confronti di questa gente, che ha portato la nostra società a discriminare piuttosto noi italiani al posto di costoro che sempre più spesso stanno occupando i nostri territori fino al punto di precluderci determinate zone delle NOSTRE città, entro le quali gli italiani non possono entrare, pena bastonate o brutti quarti d'ora, talvolta anche la vita stessa.
Le organizzazioni terroristiche che attivamente si prodigano nel mondo per islamizzare tutto il pianeta, sono composte al 90% da "innocenti" e semplici "lavoratori" entrati clandestinamente nel nostro paese, e che insospettabilmente fanno parte di associazioni islamiche apparentemente prive i reali intenzioni negative, come le moschee, ma che si rivelano poi vere e proprie bombe ad orologeria che risultano complicate da sgominare. Nel frattempo, in attesa di una chiamata, donne, uomini e adesso anche bambini, vivono, "lavorano" occupano posti sociali mai esistiti come ad esempio i lavavetri, (chi ha bisogno di un lavavetri oggi?) indisturbati, permettendosi di sbeffeggiarci, mandarci a quel paese, offenderci, e spesso violentarci, in ogni momento delle nostre caotiche giornate, nelle nostre "tranquille" serate di relax, e spesso anche dentro le nostre dimore, non più sicure.
Oggi si può morire per mano di un immigrato nel modo più veloce e drammatico, possiamo essere aggrediti negli ascensori in qualsiasi momento e i nostri figli possono senza difficoltà, essere terrorizzati da bande di baby gangs straniere, che monopolizzano i nostri territori a discapito dei nostri onesti sacrifici. Al contrario, invece, quando siamo costretti a difenderci o reagiamo a violenze di varia natura, molto spesso siamo tacciati di razzismo, intolleranza, xenofobia. Cosa possiamo fare, allora, se lo stato non tutela i suoi figli a favore dei suoi parassiti?
Perchè, dunque, non mettere in guardia i cittadini da tutto questo, con articoli o commenti giornalistici che tuttavia non fanno male a nessuno, ma che anzi pongono l’accento sulla possibile pericolosità dei clandestini? Perchè demonizzare la paura verso questa gente, obbligandoci ad aver pietà e fiducia di persone che non hanno nulla da perdere e che da un momento all'altro potrebbero rivelarsi veri terroristi non solo appartenenti ad Al qaeda, ma anche a semplici organizzazioni malavitose infiltrate nei nostri tessuti sociali. Perchè confondere semplici avvertimenti con la xenofobia, del resto se mi permettete, anche giustificata visto quello che oggi si sente.
Attenzione però, non dico che tra gli italiani non ci siano criminali, certo che no, ma dico anche che se erroneamente è stato demonizzato il marocchino marito e padre delle vittime di Erba, che si chieda scusa a lui, come è anche ampiamente stato fatto anche con risarcimento di 1 milione di euro…. e finiamola quì, ma proibire ai giornalisti di etichettare gli immigrati (dove per immigrati si intendono tutti coloro i quali entrano nel nostro paese per vari motivi e sotto diverse tipologie sociali, quindi anche i rifugiati politici e via dicendo) come clandestini o di pubblicare articoli discreditanti nei confronti di coloro che si macchiano di reati piccoli o grandi, mi sembra davvero SCANDALOSO. I cittadini devono sapere e avere la possibilità di poter decidere autonomamente di chi diffidare, anche con l'aiuto di articoli giornalistici pesanti e/o di parte, senza che per questo debbano essere scambiati per xenofobi. Questa è la tanto declamata libertà di parola democraticamente divulgata dalla nostra costituzione, e non vedo dunque il motivo di precluderla con editti simili.
Porto un ultimo esempio.... già da parecchi anni a Palermo le tabelle delle vie del centro storico sono scritte in italiano e in arabo, come se in Marocco o generalmente nei paesi arabi, venga fatto lo stesso in italiano per le vie dei loro paesi. E' tutto semplicemente assurdo, e non è soltanto una questione culturale; credo che il problema stia diventando politico, perchè in previsione di una massiccia integrazione sociale di questi individui, i comuni e i politici in generale stanno premeditando di concedere il diritto di voto agli extracomunitari regolarmente registrati in Italia, aumentando di fatto le possibilità di riscontro positivo durante le votazioni che un numero massiccio di immigrati potrebbe fornire, il tutto a discapito delle nostre sicurezze.
Certo, non tutti gli immigrati sono pericolosi, ovvio che no, ma chi può dire chi lo è e chi no fino a quando il problema non si presenta?
Non trovo ad esempio, giusto modificare le nostre tradizioni religiose, le nostre abitudini, le nostre società, nel rispetto di ospiti spesso irriconoscenti che si sentono "offesi" da un semplice simbolo religioso come lo può essere una croce appesa al muro che di conseguenza viene spesso occultata da sindaci o addetti poco sensibili, anche se appartiene alle nostre tradizioni di popolo cattolico.
Trattare bene giornalisticamente queste persone, determinerà uno stato di fatto come in Norvegia dove per delle vignette si viene condannati a morte, dove per poter esercitare la libertà di parola, si deve mettere in conto di poter essere ammazzati dagli islamici.
Tutto questo non è giusto, e dobbiamo evitarlo finchè siamo in tempo o saremo, nel giro di meno di un ventennio, costretti a dover fare indossare alle nostre donne un velo che di normale ha ben poco ma che di assurdo ha veramente tutto almeno per la nostra cultura.
Si è snobbata la grande Oriana Fallaci, ma credo che le conseguenze di questo snobbamento le vedremo tra pochi anni....
Non intendo avere consensi, solo sapere come la pensate voi.
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