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venerdì 12 ottobre 2007

Il meme più liberatorio..

Sinceramente sono lusingato di essere stato nominato da Il Mari per questo ennesimo meme che potrebbe avere un non so chè di polemico più degli altri... infatti il tema selezionato è quello della differenza tra i paesi esteri e l'Italia, o meglio cosa apprezzo dell'estero e cosa dell'Italia, comprendendo i lati negativi...beh ragazzi, non prendetevela...ma vi preannuncio che le mie risposte saranno proprio di parte, e non escludo polemiche varie che comunque saranno bene accette...

Bando alle ciance, ecco come la penso :


Cosa mi piace dell'estero:
Il rispetto per la comunità, per le regole e per l'ambiente;

Il cibo quello con le salsette e la colazione internazionale;

Il criticare sempre l'Italia per le sue uscite fuori luogo...è giusto farlo;

La diversità delle lingue;

Il potere delle metropoli di farti sentire straniero... amo sentirmi straniero all'estero.

Cosa non mi piace dell'estero:
La tolleranza verso paesi come l'Italia, specie nella politica economica;

La voglia di mangiare italiano;

L'attenzione turistica verso la Sicilia;

I turisti italiani..(cerco sempre di non far capire da dove vengo...soprattutto con italiani)

Le tasse per entrare al centro;

Cosa amo dell'Italia:

Mi dispiace ma a questa domanda non so proprio cosa rispondere... non trovo nulla di positivo...

Cosa odio dell'Italia:
La politica, il calcio, i negozi aperti la domenica con le strade incasinate;

Il menefreghismo, la stanchezza congenita, le troppe pause da mezz'ora l'una negli uffici pubblici, la maleducazione....;

Le strade fanno piangere pur pagandole, le autostrade si pagano care e sono sempre intasate, le tasse più alte d'Europa, i costi dell'energia più cari d'Europa, i costi della politica più cari d'Europa, la malasanità che uccide gente innocente;

La giustizia troppo tollerante, la prepotenza degli immigrati, il non voler far nulla per alleviare le sofferenze sociali della gente che lavora (non ci sono servizi degni di questo nome);

Il clima da eterna primavera (se mi va il sole al limite lo cerco io... ), il mare sporco spacciato per cristallino, la Sicilia, i palermitani e il loro dialetto, la furbizia stradale tipo passo io perchè sono più forte, il lavoro sottopagato, la sporcizia...Napoli è sommersa dall'immondizia, i furti... vieni a Catania alla stazione centrale...poi mi saprai dire, la povertà della gente che non arriva a fine mese, i prezzi che aumentano a dismisura per commercianti senza scrupoli, i rumori fino alle 3 del mattino, i motorini truccati che passano indisturbati davanti alle pattuglie....

Bene, ringrazio Il Mari per avermi dato la possibilità di esprimere la mia opinione su un tema così particolare, anche se ovviamente la lista delle cose che odio di questa nazione sarebbe mooooolto più lunga... ma per decenza mi fermo quì e passo alle nominations :

Angie

Anathea

se vorranno potranno rispondere a questo meme.... io a questo punto credo di aver finito.... un saluto a tutti...

P.s. a chi si domanda "perchè sto quì.... rispondo... ubi major, minor cessat..." a suo tempo vivrò altrove....aspettare non significa necessariamente NON dover criticare ciò che va male.... o no?

lunedì 8 ottobre 2007

Quell'inferno chiamato....periodo pre-natalizio

Chi ha la "fortuna" di lavorare nell'ambito commerciale, come me sebbene in posti di responsabilità, sa benissimo che dovrà fare i conti con un lento ed inesorabile deperimento nervoso e mentale, nonchè fisico, che prima o poi farà il suo corso. Certo, non è che con questo intendo dire che dopo 20 anni di tal lavoro ci si ritrova ad essere vegetali, ma piuttosto desidero porre l'accento sui ritmi lavorativi che la nostra "società" (si, tra virgolette...) oggi impone a negozi di ogni grandezza e importanza.

Da quando mi sono ritrovato in questa selva oscura chiamata Italia, e cioè dal 2002, mi sono accorto che, almeno in Sicilia, molto è cambiato a cominciare alle Domeniche lavorative che fino al 1997 erano considerate una vera e propria bestemmia; allora ricordo che i negozi erano ancora regolati da un certo codice umano che gli impediva di distruggere i dipendenti con ritmi lavorativi massacranti, lasciandoli almeno riposare un giorno su sette. Oggi tale forma di rispetto è stata superata senza problemi dai comuni, che hanno pensato bene di sfruttare il giorno di riposo per fare dello shopping, per portare le mogli a sperperare i patrimoni in giro per le città, e contribuire allo stesso tempo alla distruzione fisica di tutti coloro i quali non hanno avuto la fortuna di poter lavorare presso uffici comunali, regionali o comunque statali, dove già il Venerdì è considerato inumano lavorare. Così si è deciso ( chi?) che la prima domenica del mese bisogna restare aperti, a che pro mi domando, per raggiungere l'apoteosi nel mese di Dicembre quando vengono del tutto eliminati i giorni di riposo, le ore di riposo, i minuti di riposo e quant'altro abbia a che fare con il riposo, pratica che sicuramente verrà giudicata fuorilegge fra qualche anno. A Dicembre, per permettere a deliziosissime famigliole di poter fare i regalini ai propri cari, ci si ritrova - fornitori o clienti - a dover lavorare senza sosta fino al Capodanno quando alle 19:30 della vigilia del nuovo anno entra quella simpaticissima cliente con famiglia al seguito che pone la fatale domanda del tipo : "domani siete aperti????" ... Ora, scusate, capisco che il cliente ha sempre ragione, capisco che sbollentare con dell'olio rovente le persone non è proprio correttissimo, ma cosa ti aspetti che ti risponda io in preda alle stesse visioni mistiche di Fantozzi durante la partita "scapoli /ammogliati" alle 19:30 di una vigilia di Capodanno, con le strade deserte e un freddo boia, mentre che tutti hanno già digerito il terzo aperitivo della serata e il carissimo Presidente della Repubblica si sta accingendo a spiegarci cosa significhi per lui questa serata ? Rispondo che .... SI, siamo aperti ma solo con la supercazzolasbrindoladestracon scappellamentoadestraanziasinistraperdueeeeee ...... con ovvio interdimento della dolcissima tipa sui 65 anni che mi trovo innanzi .

Tutto questo, carissimi, per dire che probabilmente da metà Ottobre in poi non sarò assiduamente presente come post... ma girerò tra i vari blog per commentare i vostri; ciò non esclude che comunque possa lo stesso venirne a capo e scrivere ancora di ciò che mi viene in mente durante questo periodo...

Un appello, in chiusura, ai comuni che hanno il potere di decidere sulle sorti dei nervi di quasi tutti i dipendenti privati : Ripensateci e mantenete i ritmi più umani ... se potete...