Dopo le elezioni, quì in Sicilia, si parla sempre più insistentemente di federalismo fiscale sia tra le gente che tra le istituzioni regionali e comunali. Le opinioni, come ovvio, sono discordanti e c'è chi addirittura spera nell'intervento di un nuovo Garibaldi per scongiurare il pericolo di lasciare la Sicilia in balìa di se stessa.
In effetti, se si analizza il problema, credo che da un possibile federalismo fiscale - sempre che si riesca a praticare - ne possano nascere solo benefici, anche se per questo a cambiare dovrebbe essere non soltanto il modo di amministrare la Sicilia, quanto la cultura dei cittadini che la abitano e si sentono ad essa appartenenti.
Per federalismo fiscale si intende.... " il termine utilizzato per indicare una proporzionalità diretta fra le imposte versate da un’area del paese (I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni), e le imposte effettivamente utilizzate a favore dell’area stessa" come riporta Wikipedia.... ossia se una regione versa 1 euro di questo euro almeno 0,90 cent. devono ritornare alla regione stessa sotto forme di assistenza varia, non come adesso avviene con una tesoreria centrale che amministra tutte le entrate regionali, comunali e provinciali per ridistribuirle a seconda delle esigenze ove viene reputato più idoneo. In tal modo, come avviene oggi, alcune regioni pagano molto e usufruiscono poco dei proventi delle loro tasse, ma regioni come la Sicilia o la Campania pur pagando in percentuale minore, hanno un ritorno maggiore rispetto a chi invece ha versato di più.
Questo non lo credo corretto per diversi motivi, e principalmente perchè dal momento che nessuno può negare una doppia velocità economica italiana, e a volte anche tripla, le regioni come la Sicilia, anche culturalmente, restono in eterna attesa di aiuti nazionali e in alcuni casi europei, che puntualmente arrivano e altrettanto puntualmente vengono sperperati o bloccati in attesa di burocrazie varie.
La parte produttiva dell'azienda Italia, innegabilmente è situata al nord, è stato da sempre così e da sempre il meridione ha contribuito solo in termini di manodopera al suo sviluppo, accettando orde di emigrati del sud che trovandosi parte di un meccanismo del tutto o quasi perfetto attuato da regioni come Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia, relativamente alle condizioni lavorative e retributive, hanno sempre dato il meglio di loro come NON HANNO MAI FATTO O NON FAREBBERO MAI AL SUD, A CASA PROPRIA.
Bisogna considerare infatti, che il siciliano è "geneticamente" predisposto alla siesta, fisica, mentale e professionale, ossia è un popolo coeso solo nella furbizia quando cerca di fregare il prossimo, ma come produttività è sempre stato in attesa di una manna nazionale o da parte di qualche privato intraprendente che per proprio tornaconto, si sia sentito di rischiare del suo. In questa ottica assolutamente di parte (opposta) che mi trovo ad avere nei confronti di questa terra, credo proprio che il federalismo fiscale per la Sicilia sarebbe una tragedia... ma proprio per questo mi auguro che avvenga.... certo , perchè ciò significherebbe che la Sicilia, e comunque tutte le regioni italiane, anche quelle non abituate... si troverebbero a dover razionalizzare le proprie risorse per permettere quel benessere che fino ad ora è stato garantito dalla nazione prevalentemente con le tasse del nord, cui i cittadini hanno diritto. In termini pratici, ogni singolo cittadino siciliano dovrebbe rendersi finalmente conto che bisogna lavorare per il proprio benessere e quello dei loro figli, costringendosi da se stessi, a mettere amor proprio nel lavoro e aumentare la professionalità che oggi quì è poco più che un miraggio.
La Sicilia viene trattata come vittima quando invece è da troppo tempo carnefice... e un cambio di rotta è assolutamente necessario per poter sistemare le cose definitivamente e per sempre. La Sicilia è una regione difficile, occorre pugno duro per governarla, determinazione, intransigenza e fino ad ora nessuno è riuscito a risolvere i gravi problemi perchè nessuno ha responsabilizzato i cittadini.... bisogna gettarli a mare e lasciare che imparino a nuotere da soli, senza salvagente, basterebbe solo l'istinto di conservazione a risoltere molte cose, e se affogano... pazienza in ogni caso lo avranno voluto loro, ma è inconcepibile lasciare che si aggrappino a chi sa nuotare e lo fa bene con il rischio di far affogare anche loro...
Certo, ci sono stati gravi impedimenti quì nel sud.... e non tutto è stato possibile, ma oggi l'attenzione si è spostata parecchio sulla Sicilia, e tanto è stato fatto... adesso occorre che si impari a camminare con le proprie gambe, non con quelle degli altri. E parlo da "Siciliano" ... molto virgolettato...
sabato 26 aprile 2008
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