Chi ha la "fortuna" di lavorare nell'ambito commerciale, come me sebbene in posti di responsabilità, sa benissimo che dovrà fare i conti con un lento ed inesorabile deperimento nervoso e mentale, nonchè fisico, che prima o poi farà il suo corso. Certo, non è che con questo intendo dire che dopo 20 anni di tal lavoro ci si ritrova ad essere vegetali, ma piuttosto desidero porre l'accento sui ritmi lavorativi che la nostra "società" (si, tra virgolette...) oggi impone a negozi di ogni grandezza e importanza.
Da quando mi sono ritrovato in questa selva oscura chiamata Italia, e cioè dal 2002, mi sono accorto che, almeno in Sicilia, molto è cambiato a cominciare alle Domeniche lavorative che fino al 1997 erano considerate una vera e propria bestemmia; allora ricordo che i negozi erano ancora regolati da un certo codice umano che gli impediva di distruggere i dipendenti con ritmi lavorativi massacranti, lasciandoli almeno riposare un giorno su sette. Oggi tale forma di rispetto è stata superata senza problemi dai comuni, che hanno pensato bene di sfruttare il giorno di riposo per fare dello shopping, per portare le mogli a sperperare i patrimoni in giro per le città, e contribuire allo stesso tempo alla distruzione fisica di tutti coloro i quali non hanno avuto la fortuna di poter lavorare presso uffici comunali, regionali o comunque statali, dove già il Venerdì è considerato inumano lavorare. Così si è deciso ( chi?) che la prima domenica del mese bisogna restare aperti, a che pro mi domando, per raggiungere l'apoteosi nel mese di Dicembre quando vengono del tutto eliminati i giorni di riposo, le ore di riposo, i minuti di riposo e quant'altro abbia a che fare con il riposo, pratica che sicuramente verrà giudicata fuorilegge fra qualche anno. A Dicembre, per permettere a deliziosissime famigliole di poter fare i regalini ai propri cari, ci si ritrova - fornitori o clienti - a dover lavorare senza sosta fino al Capodanno quando alle 19:30 della vigilia del nuovo anno entra quella simpaticissima cliente con famiglia al seguito che pone la fatale domanda del tipo : "domani siete aperti????" ... Ora, scusate, capisco che il cliente ha sempre ragione, capisco che sbollentare con dell'olio rovente le persone non è proprio correttissimo, ma cosa ti aspetti che ti risponda io in preda alle stesse visioni mistiche di Fantozzi durante la partita "scapoli /ammogliati" alle 19:30 di una vigilia di Capodanno, con le strade deserte e un freddo boia, mentre che tutti hanno già digerito il terzo aperitivo della serata e il carissimo Presidente della Repubblica si sta accingendo a spiegarci cosa significhi per lui questa serata ? Rispondo che .... SI, siamo aperti ma solo con la supercazzolasbrindoladestracon scappellamentoadestraanziasinistraperdueeeeee ...... con ovvio interdimento della dolcissima tipa sui 65 anni che mi trovo innanzi .
Tutto questo, carissimi, per dire che probabilmente da metà Ottobre in poi non sarò assiduamente presente come post... ma girerò tra i vari blog per commentare i vostri; ciò non esclude che comunque possa lo stesso venirne a capo e scrivere ancora di ciò che mi viene in mente durante questo periodo...
Un appello, in chiusura, ai comuni che hanno il potere di decidere sulle sorti dei nervi di quasi tutti i dipendenti privati : Ripensateci e mantenete i ritmi più umani ... se potete...
lunedì 8 ottobre 2007
Iscriviti a:
Post (Atom)













