venerdì 28 settembre 2007

Si lavora...ma per chi?

Da tempo nelle previsioni dell'attuale governo, aleggia come uno spettro l'idea di tassare le rendite indistintamente dall'importo. Questo significa che se noi investiamo 10 e dopo un anno abbiamo 11 quell'uno in più viene tassato oggi del 12,70% e domani potrebbe salire nelle intenzioni ufficiali, al 20%. Questo modo di vedere le cose, potrebbe essere considerato corretto qualora si apportassero le dovute distinzioni degli importi da tassare, cioè oltre svariate centinaia di migliaia di euro, ad esempio, per non penalizzare chi con il sudore di una vita, cerca di assicurarsi una vecchiaia almeno dignitosa, ed in effetti dopo diverse tempeste di critiche questa sembra la soluzione più accreditata nell'eventualità di una approvazione della proposta. Il problema della tassazione delle rendite, però per quanto potrebbe essere condivisibile, si scontra inevitabilmente con gli sprechi che i nostri politici continuano a mantenere durante la loro carica, per cui non si capisce il perchè chi debba tirare la cinghia siamo sempre noi cittadini anzichè loro classe dirigente. Il discorso non è nuovo ed è stato affrontato parecchie volte nei blog di tutta Italia.

Il principio che mi sta a cuore, però, è quello della premiazione degli sforzi di un lavoratore che giornalmente cerca di compiere miracoli per andare avanti e che talvolta riesce anche a mettere da parte un gruzzoletto per i periodi bui. Ebbene questa "categoria" di persone oggi mi rendo conto molto esigua, sembra non essere presa in considerazione dai politici, per cui vige la regola che "se metti da parte devi pagare" azichè "se metti da parte ti premiamo". Per carità, non dico che le speculazioni non debbano essere punite o tassate, piuttosto dico che chi riesce a risparmiare qualcosa (si parla di qualche migliaio di euro... ) oggi come oggi lo fa, a sagrifici, perchè non ha la sicurezza di una pensione, la sicurezza di un lavoro che sarà stabile fino all'età pensionabile, la sicurezza di essere tutelato negli anni più difficili della propria esistenza, da uno stato che proprio padre non è.

E allora, chi se la sente di avvalorare le proposte di tassazione delle rendite? O almeno, di quelle "rendite" che non sono altro che un arrotondamento di qualche centinaio di euro allo stipendio mensile? Io certo no, e spero che se il governo approvi una simile proposta, lo faccia pensando agli speculatori piuttosto che ai piccoli risparmiatori.... e soprattutto che lo faccia magari al parlamento e non sopra un aereo pagato da noi contribuenti per permettergli di andare ad assistere in tribuna alla partita...