domenica 23 settembre 2007

Non contro di loro, ma per la libertà di opinione.

Prendo spunto da un articolo apparso sulla Repubblica del 23.09.2007 relativo al comportamento etico dettato dalla cosiddetta “Carta di Roma” secondo cui i giornalisti sono obbligati, dopo l’errore commesso in occasione della strage di Erba, a presentare gli immigrati e/o clandestini,i rifugiati politici non come pericolosi, o comunque non demonizzarli a prescindere da quello che hanno commesso e comunque a non etichettarli come “Clandestini”, anche se lo sono.

Trovo il tutto davvero scandaloso.

A partire dagli anni '80 e cioè da quando il fenomeno "immigrati" ha preso corposamente piede in Italia, abbiamo assistito a pietismi sempre più crescenti nei confronti di questa gente, che ha portato la nostra società a discriminare piuttosto noi italiani al posto di costoro che sempre più spesso stanno occupando i nostri territori fino al punto di precluderci determinate zone delle NOSTRE città, entro le quali gli italiani non possono entrare, pena bastonate o brutti quarti d'ora, talvolta anche la vita stessa.

Le organizzazioni terroristiche che attivamente si prodigano nel mondo per islamizzare tutto il pianeta, sono composte al 90% da "innocenti" e semplici "lavoratori" entrati clandestinamente nel nostro paese, e che insospettabilmente fanno parte di associazioni islamiche apparentemente prive i reali intenzioni negative, come le moschee, ma che si rivelano poi vere e proprie bombe ad orologeria che risultano complicate da sgominare. Nel frattempo, in attesa di una chiamata, donne, uomini e adesso anche bambini, vivono, "lavorano" occupano posti sociali mai esistiti come ad esempio i lavavetri, (chi ha bisogno di un lavavetri oggi?) indisturbati, permettendosi di sbeffeggiarci, mandarci a quel paese, offenderci, e spesso violentarci, in ogni momento delle nostre caotiche giornate, nelle nostre "tranquille" serate di relax, e spesso anche dentro le nostre dimore, non più sicure.

Oggi si può morire per mano di un immigrato nel modo più veloce e drammatico, possiamo essere aggrediti negli ascensori in qualsiasi momento e i nostri figli possono senza difficoltà, essere terrorizzati da bande di baby gangs straniere, che monopolizzano i nostri territori a discapito dei nostri onesti sacrifici. Al contrario, invece, quando siamo costretti a difenderci o reagiamo a violenze di varia natura, molto spesso siamo tacciati di razzismo, intolleranza, xenofobia. Cosa possiamo fare, allora, se lo stato non tutela i suoi figli a favore dei suoi parassiti?

Perchè, dunque, non mettere in guardia i cittadini da tutto questo, con articoli o commenti giornalistici che tuttavia non fanno male a nessuno, ma che anzi pongono l’accento sulla possibile pericolosità dei clandestini? Perchè demonizzare la paura verso questa gente, obbligandoci ad aver pietà e fiducia di persone che non hanno nulla da perdere e che da un momento all'altro potrebbero rivelarsi veri terroristi non solo appartenenti ad Al qaeda, ma anche a semplici organizzazioni malavitose infiltrate nei nostri tessuti sociali. Perchè confondere semplici avvertimenti con la xenofobia, del resto se mi permettete, anche giustificata visto quello che oggi si sente.

Attenzione però, non dico che tra gli italiani non ci siano criminali, certo che no, ma dico anche che se erroneamente è stato demonizzato il marocchino marito e padre delle vittime di Erba, che si chieda scusa a lui, come è anche ampiamente stato fatto anche con risarcimento di 1 milione di euro…. e finiamola quì, ma proibire ai giornalisti di etichettare gli immigrati (dove per immigrati si intendono tutti coloro i quali entrano nel nostro paese per vari motivi e sotto diverse tipologie sociali, quindi anche i rifugiati politici e via dicendo) come clandestini o di pubblicare articoli discreditanti nei confronti di coloro che si macchiano di reati piccoli o grandi, mi sembra davvero SCANDALOSO. I cittadini devono sapere e avere la possibilità di poter decidere autonomamente di chi diffidare, anche con l'aiuto di articoli giornalistici pesanti e/o di parte, senza che per questo debbano essere scambiati per xenofobi. Questa è la tanto declamata libertà di parola democraticamente divulgata dalla nostra costituzione, e non vedo dunque il motivo di precluderla con editti simili.

Porto un ultimo esempio.... già da parecchi anni a Palermo le tabelle delle vie del centro storico sono scritte in italiano e in arabo, come se in Marocco o generalmente nei paesi arabi, venga fatto lo stesso in italiano per le vie dei loro paesi. E' tutto semplicemente assurdo, e non è soltanto una questione culturale; credo che il problema stia diventando politico, perchè in previsione di una massiccia integrazione sociale di questi individui, i comuni e i politici in generale stanno premeditando di concedere il diritto di voto agli extracomunitari regolarmente registrati in Italia, aumentando di fatto le possibilità di riscontro positivo durante le votazioni che un numero massiccio di immigrati potrebbe fornire, il tutto a discapito delle nostre sicurezze.

Certo, non tutti gli immigrati sono pericolosi, ovvio che no, ma chi può dire chi lo è e chi no fino a quando il problema non si presenta?

Non trovo ad esempio, giusto modificare le nostre tradizioni religiose, le nostre abitudini, le nostre società, nel rispetto di ospiti spesso irriconoscenti che si sentono "offesi" da un semplice simbolo religioso come lo può essere una croce appesa al muro che di conseguenza viene spesso occultata da sindaci o addetti poco sensibili, anche se appartiene alle nostre tradizioni di popolo cattolico.

Trattare bene giornalisticamente queste persone, determinerà uno stato di fatto come in Norvegia dove per delle vignette si viene condannati a morte, dove per poter esercitare la libertà di parola, si deve mettere in conto di poter essere ammazzati dagli islamici.

Tutto questo non è giusto, e dobbiamo evitarlo finchè siamo in tempo o saremo, nel giro di meno di un ventennio, costretti a dover fare indossare alle nostre donne un velo che di normale ha ben poco ma che di assurdo ha veramente tutto almeno per la nostra cultura.

Si è snobbata la grande Oriana Fallaci, ma credo che le conseguenze di questo snobbamento le vedremo tra pochi anni....

Non intendo avere consensi, solo sapere come la pensate voi.