
Era il Febbraio del 1997 quando mi recai all'aeroporto per prendere il volo che mi avrebbe portato laddove sarebbe stata la mia dimora per oltre 5 anni. Indipendentemente dalla destinazione che poteva essere più o meno idilliaca, mia accorsi che il nostalgico sentimento di distacco che l'uomo prova inevitabilmente al momento di allontanarsi NON per vacanza dalla propria famiglia con la quale ha vissuto per circa 26 anni, io non lo ebbi. Mi incuriosì questo a tal punto che iniziai tutta una serie di "eventi psicoanalizzanti" nei confronti della mia persona, volti a proprio a capire cosa mi stava succedendo e perchè. Intendiamoci, non che mi dispiaceva, sia ben chiaro, ma capii che comunque avrei dovuto avere in qualche modo almeno una sensazione di disagio proveniente dalla mia nuova situazione, quella sensazione che ti obbliga a crearti ill problema almeno di farti capire in una nazione estera dalla lingua fino ad allora per te sconosciuta. In Germania mi trovai subito a mio agio; per la verità mesi addietro avevo anche tentato di recarmi in Australia, contattando determinate persone con le quali poi non scattò la molla della reciproca fiducia e che conseguentemente lasciarono finire il tutto in una bolla di sapone. Imparai la lingua dopo 2-3 mesi e allo scadere della stagione per la quale mi ero mosso dalla mia città natia, non ne volli sapere di tornare indietro. L'inverno era alle porte, ma il sentirmi straniero in una città straniera mi dava quel sottile ma intenso piacere paragonabile solo al vizio del fumo o quello dell'alcool, dal quale non intendevo minimamente distaccarmi. Nella mia vita non ho avuto vizi duraturi, non fumo non bevo non mi drogo, ma ..... ho provato tutto e di tutto!!! Da quella sensazione di sentirmi straniero però non sapevo assolutamente distaccarmi. Cercai così in fretta e furia una casa da affittare per superare l'ostacolo umano della sistemazione degna, e grazie a un paio di tedeschi con i quali nel frattempo avevo stretto amicizia... e in alcuni casi anche qualcosa di più .... riuscii a trovare una di quelle casette tipo " Heidi" per intenderci alla periferia di una grande città. Lì mi stabilii per diversi anni durante i quali ero in certo qual modo assolutamente soddisfatto di tutto ciò che mi circondava. Quella sensazione non mi abbandonò più... al punto che quando ritornai mi sentivo più straniero in patria di quanto me ne sentivo all'estero. E' per me eccezionale sentirmi straniero in una nazione straniera, meglio se lontano e dalla lingua incomprensibile, tipo Giappone o Cina.... Sono malato, lo so, non ho ancora trovato una persona che non mi abbia detto che sono pazzo... che "come fai a lasciare tutto e andare dove neanche parlano la tua lingua" ... o che "almeno per i tuoi familiari un pò di nostalgia..." no nulla di tutto questo, Signori, io lontano da tutto e da tutti stavo bene. Indipendenza e avventura sono per me le basi della mia felicità che adesso in questo esatto momento non posso avere... Felice della mia condizione ? Si certo, ho una moglie che amo, una casa deliziosa, un lavoro che ........ mi soddisfa....... o quasi.... ma mi manca quel quid quel piccolo tarlo mentale che spero di ritrovare nel tempo della mia vita che dedicherò al riposo... Portarsi via.... come il itolo del mio blog... qualcosa che per capire bisogna provare.....













